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Un po’ di storia…

Dai racconti del sig. Degan Tullio ex messo comunale del Comune di Mediglia per 31 anni.

Negli anni ’60 le Scuole Elementari erano situate a Triginto, negli attuali locali del Municipio.
Gli uffici comunali occupavano solamente il piano terra, mentre nella parte sinistra vi era l’abitazione del dottor Curti Paride con adiacente lo studio.
Le classi erano composte da circa 35 alunni con una sola maestra. Chi frequentava il doposcuola poteva avere un piatto di minestra caldo preparata dalla mensa dell’asilo, gestita dalle suore, con la famosa e buona cuoca suora Santina, mentre il secondo lo doveva portare da casa. I bambini facevano l’ intervallo nel giardino del Municipio e nella piazza della chiesa di Triginto.

Nella frazione di Bustighera, nei locali ora occupati dalla Polizia Municipale, vi erano 3 aule con classi miste: in un’aula facevano lezione la 1° e la 2°, in un‘altra la 3° e la 4° e nella terza aula c’era la classe 5°.

Nell’ anno scolastico ’74-‘75 fu inaugurata la nuova Scuola Elementare in Via Europa a Bustighera, che si trovava dove attualmente si trovala Scuola dell’Infanzia. Tutti gli alunni del Comune di Mediglia si ritrovarono insieme nelle aule della nuova e grande scuola e nell‘immenso giardino in comune con la Scuola Media.
Era una scuola innovativa perché al piano terra tutte le aule avevano un’uscita sul giardino, le pareti tra un’aula e l’altra erano mobili e, di sopra, oltre alle aule, c’ era la famosa “buca“ rivestita di moquette grigia utilizzata per improvvisare spettacoli, per leggere storie agli alunni e per giocare ai quattro angoli durante l’intervallo.

In seguito all’aumento della popolazione, nell’anno ’92-‘93 è stata sopraelevata la Scuola Media per accogliere l’attuale Scuola Primaria e permettere alla Scuola  Materna di avere dei locali più idonei.

Un documento importante

Nel 1880 nel Comune di Mediglia, a Caluzzano, vi era già una scuola ementare pubblica, come documentato dal diploma del sig. Francesco Borsa,  che ha sostenuto gli esami nel 1882. 
Questo prezioso documento fa parte della collezione del nipote, sig. Fausto Pisani.